Si chiama Speak Low il cocktail vincitore della Bacardi Legacy Superior Competition 2012. Il drink è firmato da Shingo Gokan, bartender giapponese in forza all’Angel’s Share di New York. A Porto Rico, il Paese che ospita la Cattedrale del rum di Bacardi, il giapponese ha battuto 25 bartender giunti sull’Isla de l’Encanto da tutto il mondo.
Ecco la ricetta..Prima si combinano due elementi: un cucchiaio di tè verde Matcha e 30 ml di Bacardi Superior. Per mescolarli si usa il chasen, il frullino di bambù utilizzato nella cerimonia del tè giapponese. Dopo averli miscelati con cura si filtra la miscela nello shaker e si agita, con la tecnica dell’hard shake, insieme a 30 ml Bacardi Solera rum e 15 ml di sherry Osborn Pedro Ximenez. Infine si propone in un bicchiere addobbato con una sfera di ghiaccio scolpita a mano e uno spruzzo di succo di scorza d’agrume yuzu..ricetta di altissimo livello influenzata dalle origini giapponesi del suo creatore.
Ottima prova anche per l'italianissimo Matteo “Zed” Zamberlan del 45 Giri di Roma, che dopo essersi lasciato alle spalle in semifinale 18 concorrenti, è uscito di scena tra gli applausi.
L'arte sublime del barman è quella di essere padrone di casa,attento a che tutti abbiano quel che si aspettano,niente di più,ma nemmeno niente di meno
martedì 8 maggio 2012
mercoledì 7 marzo 2012
Un drink per festeggiare le donne
Quale migliore scusa che una qualsiasi celebrazione per gustare un nuovo cocktail?
Scorrendo il calendario la prossima celebrazione degna di importanza è senza dubbio quella relativa alla festa della donna.
E sebbene molte di loro festeggeranno in compagnia delle amiche in locali con serate a tema, vale la pena di inziare a pensare a qualche cocktail interessante da gustare per l’occasione.
Con un occhio ovviamente al gusto tipico femminile.
Cosa vi richiama alla mente la festa della donna?Ovviamente la mimosa, fiore simbolo dei suoi festeggiamenti.
E sebbene in tal senso nel mondo alcolico potrebbe andar bene qualsiasi cocktail di colore giallo, ve ne sono due strettamente imparentati che sembrano andar bene in maniera straordinaria, il Buck’s Fizz ed il Mimosa.
Semplici da preparare e decisamente al top in quanto a semplicità e gusto.
Il Buck’s Fizz, è senza dubbio una scelta raffinata che nasce a Londra nella prima metà del novecento.
Lo fa in un club chiamato proprio Buck’s, del quale prende evidentemente il nome.
Molti non lo conoscono,ma di sicuro in tanti ricordando quello che possiamo definire “il cugino”: il Mimosa.
La differenza tra loro è minima ed è costituita dalla diversa natura del "fill" con cui allugheremo il succo di arancia:
Prosecco o spumante brut per il Mimosa e Champagne per il Buck's fizz.
Entrambi, nonostante una maggiore componente alcolica del secondo, sono adatti ad ogni occasione per la loro leggerezza,
il loro gusto ed il loro grazioso aspetto,e sono ottimi anche con una piccola aggiunta di triple sec.
Mimosa
4/10 di spremuta d'arancia
6/10 di vino Prosecco o di Spumante Brut
Buck’s Fizz
Ingredienti
6/10 di champage (sei parti)
4/10 di succo d’arancia
La preparazione è estremamente semplice: bisogna versare nel flute il succo d’arancia e aggiungete lentamente lo champagne
fino a quando avrete colmato il bicchiere.
Per ottenere un drink appena più consistente bisognerà aggiungere uno spruzzo di triple sec.
Prima di comporre il cocktail mettete il flute nel freezer per qualche minuto ed utilizzate degli ingredienti freschi in gusto e temperatura.
Gustose varianti per “tutti i giorni” possono essere ottenute con del succo di fragola o con della polpa di fragola frullata.
Scorrendo il calendario la prossima celebrazione degna di importanza è senza dubbio quella relativa alla festa della donna.
E sebbene molte di loro festeggeranno in compagnia delle amiche in locali con serate a tema, vale la pena di inziare a pensare a qualche cocktail interessante da gustare per l’occasione.
Con un occhio ovviamente al gusto tipico femminile.
Cosa vi richiama alla mente la festa della donna?Ovviamente la mimosa, fiore simbolo dei suoi festeggiamenti.
E sebbene in tal senso nel mondo alcolico potrebbe andar bene qualsiasi cocktail di colore giallo, ve ne sono due strettamente imparentati che sembrano andar bene in maniera straordinaria, il Buck’s Fizz ed il Mimosa.
Semplici da preparare e decisamente al top in quanto a semplicità e gusto.
Il Buck’s Fizz, è senza dubbio una scelta raffinata che nasce a Londra nella prima metà del novecento.
Lo fa in un club chiamato proprio Buck’s, del quale prende evidentemente il nome.
Molti non lo conoscono,ma di sicuro in tanti ricordando quello che possiamo definire “il cugino”: il Mimosa.
La differenza tra loro è minima ed è costituita dalla diversa natura del "fill" con cui allugheremo il succo di arancia:
Prosecco o spumante brut per il Mimosa e Champagne per il Buck's fizz.
Entrambi, nonostante una maggiore componente alcolica del secondo, sono adatti ad ogni occasione per la loro leggerezza,
il loro gusto ed il loro grazioso aspetto,e sono ottimi anche con una piccola aggiunta di triple sec.
Mimosa
4/10 di spremuta d'arancia
6/10 di vino Prosecco o di Spumante Brut
Buck’s Fizz
Ingredienti
6/10 di champage (sei parti)
4/10 di succo d’arancia
La preparazione è estremamente semplice: bisogna versare nel flute il succo d’arancia e aggiungete lentamente lo champagne
fino a quando avrete colmato il bicchiere.
Per ottenere un drink appena più consistente bisognerà aggiungere uno spruzzo di triple sec.
Prima di comporre il cocktail mettete il flute nel freezer per qualche minuto ed utilizzate degli ingredienti freschi in gusto e temperatura.
Gustose varianti per “tutti i giorni” possono essere ottenute con del succo di fragola o con della polpa di fragola frullata.
martedì 17 gennaio 2012
I migliori 50 bar al mondo.
Come da tradizione, anche quest'anno arriva puntuale la lista dei 50 migliori bar al mondo...
Lucy Britner (editrice di World's 50 Best Bar) in collaborazione con oltre 100 professionisti del settore
tra cui il guru della mixologia Dale DeGroff hanno stilato la lista dei migliori bar del pianeta,
che come ogni anno fissa i nuovi riferimenti e detta le nouve tendenze.
in prima posizione si classifica lo il P.D.T. (please don't tell) di New York,lo speakeasy bar di cui ho già trattato
nel post http://bar-bone.blogspot.com/2010/12/il-bar-segreto.html seguito dai londinesi The Connaught e Artesian,rispettivamente in seconda e terza posizione,mentre il vincitore dello scorso anno,
il Milk & Honey chiude in 5 posizione.
Nessun locale italiano entra entra nella TOP 50 mentre la capitale britannica si pone ai vertici dell'eccellenza con ben 11 locali
in lista di cui 5 nella TOP 10.
ecco la lista completa
1. PDT, New York
2 Connaught, London
3 Artesian, London
4 Death & Co, New York
5 Milk & Honey, London
6 American Bar at the Savoy, London
7 69 Colebrooke Row, London
8 Drink, Boston US
9 Harry’s New York Bar, Paris
10 Black Pearl, Melbourne, Australia
11 Pegu Club, NY
12 Dry Martini Bar, Barcelona
13 Eau De Vie, Sydney
14 Bramble, Edinburgh
15 Employees Only, New York
16 La Capilla Bar, Mexico
17 Merchant Hotel, Belfast
18 Nightjar, London
19 Smuggler’s Cove, San Francisco
20 Buddha Bar, Paris
21 Skyview Bar, Dubai
22 The Varnish, Los Angeles
23 Tippling Club, Singapore
24 Milk & Honey, New York
25 878 Bar, Buenos Aires
26 Der Raum, Melbourne
27 Callooh Callay, London
28 Clover Club, New York
29 Door74, Amsterdam
30 Tommy’s, San Francisco
31 Floridita, Havana
32 City Space, Moscow
33 Matterhorn, Wellington, NZ
34 High Five Bar, Tokyo
35 Le Lion, Hamburg
36 LAB, London
37 Boadas, Barcelona
38 Dutch Kills, New York
39 Worship St Whistling Shop, London
40 BarAgricole, San Francisco
41 Papa Doble, Montpellier
42 Quo Vadis, London
43 Lounge Bohemia, London
44 Mayahuel, New York
45 Mutis, Barcelona
46 Ruby, Copenhagen
47 Rules, London
48 Hemingway Bar, Paris
49 Zuma, Dubai
50 Star Bar, Tokyo
Lucy Britner (editrice di World's 50 Best Bar) in collaborazione con oltre 100 professionisti del settore
tra cui il guru della mixologia Dale DeGroff hanno stilato la lista dei migliori bar del pianeta,
che come ogni anno fissa i nuovi riferimenti e detta le nouve tendenze.
in prima posizione si classifica lo il P.D.T. (please don't tell) di New York,lo speakeasy bar di cui ho già trattato
nel post http://bar-bone.blogspot.com/2010/12/il-bar-segreto.html seguito dai londinesi The Connaught e Artesian,rispettivamente in seconda e terza posizione,mentre il vincitore dello scorso anno,
il Milk & Honey chiude in 5 posizione.
Nessun locale italiano entra entra nella TOP 50 mentre la capitale britannica si pone ai vertici dell'eccellenza con ben 11 locali
in lista di cui 5 nella TOP 10.
ecco la lista completa
1. PDT, New York
2 Connaught, London
3 Artesian, London
4 Death & Co, New York
5 Milk & Honey, London
6 American Bar at the Savoy, London
7 69 Colebrooke Row, London
8 Drink, Boston US
9 Harry’s New York Bar, Paris
10 Black Pearl, Melbourne, Australia
11 Pegu Club, NY
12 Dry Martini Bar, Barcelona
13 Eau De Vie, Sydney
14 Bramble, Edinburgh
15 Employees Only, New York
16 La Capilla Bar, Mexico
17 Merchant Hotel, Belfast
18 Nightjar, London
19 Smuggler’s Cove, San Francisco
20 Buddha Bar, Paris
21 Skyview Bar, Dubai
22 The Varnish, Los Angeles
23 Tippling Club, Singapore
24 Milk & Honey, New York
25 878 Bar, Buenos Aires
26 Der Raum, Melbourne
27 Callooh Callay, London
28 Clover Club, New York
29 Door74, Amsterdam
30 Tommy’s, San Francisco
31 Floridita, Havana
32 City Space, Moscow
33 Matterhorn, Wellington, NZ
34 High Five Bar, Tokyo
35 Le Lion, Hamburg
36 LAB, London
37 Boadas, Barcelona
38 Dutch Kills, New York
39 Worship St Whistling Shop, London
40 BarAgricole, San Francisco
41 Papa Doble, Montpellier
42 Quo Vadis, London
43 Lounge Bohemia, London
44 Mayahuel, New York
45 Mutis, Barcelona
46 Ruby, Copenhagen
47 Rules, London
48 Hemingway Bar, Paris
49 Zuma, Dubai
50 Star Bar, Tokyo
Dario Comini, l'arte del cocktail tra erbe e alta cucina.
Dario Comini è figlio d'arte e bartender da tre generazioni, Il nonno ha cominciato la carriera a New York ai primi del secolo; mixologist e consulente delle maggiori case liquoristiche, è pluripremiato e socio Aibes da oltre 30 anni, vanta esperienze di lavoro internazionali ed è patron del Nottingham Forest di Milano e del Gazebo di Nottingham a Parma. I suoi cocktail sono presenti nei migliori bar della Cina alle Americhe. Il Financial Times annovera il Nottingham Forest tra i 5 migliori molecular bar del mondo e, dal 2007 il Nottingham Forest è nei 100 best bar in the world. Nel libro Mix & Drink, come preparare cocktail con le tecniche del Barchef, (Kowalski editore) invita i lettori e il pubblico del Nottingham a visitare il suo laboratorio, a impugnare uno shaker, guardare sferificare una molecola, addensare un jelly, disidratare l'assenzio e sorbire un Unami, perché Comini è anche profondo conoscitore delle leggi chimiche e fisiche e i suoi cocktail sono diventati veri e propri cult. La tendenza del momento è il cocktail organico, senza sostanze chimiche e che sfrutta le proprietà di erbe e germogli naturali, come i boccioli di Sechuan, ad azione più forte e immediata, che dà un senso di freschezza sulla lingua, oppure Oister Leaves, con foglie di ostrica, un cocktail stimolante servito nell'ostrica con pepe fresco macinato. "Barchef sta diventando parte integrante di ogni mixology - dice Comini - che integra le tecniche del bar con quelle della cucina, con infusioni, centrifugazioni, cottura a bassa temperatura, riduzioni di liquore e applicazione ai cocktail. Tutti i mixologist usano erbe, aromi, infusioni, riduzioni di cocktail da sperimentare con pentole da cucina anche a casa". Un cocktail cool nasce annusando i trend nell'aria e applicandoli ai gusti del pubblico: "Le ispirazioni sono i grandi chef, tutti i piu’ grandi stellati con i quali c'è sempre stato uno scambio - spiega il bartender -. Loro prendono ispirazione dal bar e noi dai fornelli d'elite.Attualmente il trend è quello dei cocktail green, verdi, ecologici, organici. Il Martini cocktail è il cocktail più facile e il più difficile e nel mio libro propongo 101 ricette di quelli che preferisco. Gli ingredienti sono pochi, ma sono le variazioni delle percentuali a rendere totalmente diverso il gusto".
FONTE liberoquotidiano.it
FONTE liberoquotidiano.it
venerdì 9 dicembre 2011
Flaming Lamborghini
Oggi voglio presentarvi uno spettacolare drink molto popolare all'estero, ma ancora poco conosciuto e preparato in Italia nonostante il nome rimandi a una delle più famose supercar del bel paese..il FLAMING LAMBORGHINI!!
SCHEDA COCKTAIL
Nome Cocktail: Flaming Lamborghini
Tipologia: Cocktail alcolico
Ingrediente principale: Sambuca, Kahlua, Baileys, Blu Curacao
Tempo di preparazione: 1 minuto
Per quante persone: 1
RICETTA:
1 parte di Sambuca
1 parte di Kahlua
1 shot di Baileys
1 shot di Blu Curacao
PREPARAZIONE:
Per preparare il cockatil servono tre bicchieri: uno da cocktail poco profondo (Coppetta Martini) e due Shot.
Si versa la sambuca e il Kahlua bagnando anche i bordi interni del bicchiere con la Sambuca.
Negli altri due bicchierini si versano i restanti ingredienti: in uno il Baileys e nell'altro il Blue di Curacao.
Prima di consumare il cocktail occorre accenderlo ovvero servire flambé il bicchiere più grande ed iniziare a bere, con una cannuccia il contenuto mentre il barman versa i due bicchierini in quello più grande spegnendo il cocktail.
Qui di seguito una spettacolare torre di Flaming Lamborghini...in perfettto stile asiatico
SCHEDA COCKTAIL
Nome Cocktail: Flaming Lamborghini
Tipologia: Cocktail alcolico
Ingrediente principale: Sambuca, Kahlua, Baileys, Blu Curacao
Tempo di preparazione: 1 minuto
Per quante persone: 1
RICETTA:
1 parte di Sambuca
1 parte di Kahlua
1 shot di Baileys
1 shot di Blu Curacao
PREPARAZIONE:
Per preparare il cockatil servono tre bicchieri: uno da cocktail poco profondo (Coppetta Martini) e due Shot.
Si versa la sambuca e il Kahlua bagnando anche i bordi interni del bicchiere con la Sambuca.
Negli altri due bicchierini si versano i restanti ingredienti: in uno il Baileys e nell'altro il Blue di Curacao.
Prima di consumare il cocktail occorre accenderlo ovvero servire flambé il bicchiere più grande ed iniziare a bere, con una cannuccia il contenuto mentre il barman versa i due bicchierini in quello più grande spegnendo il cocktail.
Qui di seguito una spettacolare torre di Flaming Lamborghini...in perfettto stile asiatico
martedì 29 novembre 2011
Absolut Mixologist 2011
Terza edizione per Absolut Talent Show, gara on line organizzata da Pernod Ricard per la celebre vodka svedese. La finale live si è tenuta alla discoteca Lime Light di Milano.
Come per le precedenti due edizioni dell'Absolut Talent Show, la selezione dei bartender è avvenuta on line grazie a due video per concorrente, il primo di presentazione, l'altro di esibizione, suddivisi nelle categorie Classic e Freestyle. Questi i finalisti Classic: Annalisa Orru (Cagliari) prima classificata sul web (756 voti), Pasquale Damiano (Napoli), Mina Di Palma (Bari), Giada Lo Monaco (Torino). Finalisti Freestyle: Daniele Arciello (Roma), Alessandro Beggio (Venezia), Alberto Carrozza (Benevento), Ettore Guarcini (Torino). Gli otto finalisti dell'Absolut Talent Show 2011-12 (organizzato da Pernod Ricard Italia) si sono quindi confrontati nel corso di un evento live tenuto il 17 novembre alla discoteca Lime Light di Milano e presentata dall'affascinante Melissa Satta. La valutazione è stata affidata a differenti giurie per gusto del cocktail, tecnica di lavoro e modo di presentarsi. A ottenere il titolo di Absolut Mixologist 2011, prevalendo per sicurezza e professionalità, è stata Mina Di Palma, bar manager e titolare dell'american bar Alterno di Bari con la ricetta Absolut Rose. Nel mixing glass versare 3 cl Absolut Vanilla, 2,5 cl Crema di cacao De Kuyper, 1 cl Absolut Clear con macerazione di petali di rosa alimentari, gocce di olio essenziale di limoni di Sicilia, alcuni petali di rosa alimentare. Versare in doppia coppa, guarnire con petali di rosa alimentare e abbinare con cioccolatini di cacao fondente 70%. A consegnare il premio (un soggiorno professionale presso la sede Absolut Vodka a Stoccolma) è stato il direttore marketing di Pernod Ricard Italia, Laurent Schun insieme con l'Absolut Mixologist 2010, Giuseppe Mancini.
fonte: bargiornale
sabato 29 ottobre 2011
Napoli e il "caffè sospeso"
<<Prendiamoci un caffè>>. E’ forse l’esortazione collettiva più frequente a Napoli, motivo d’aggregazione e distensione quotidiana, al lavoro come nel tempo libero. La bevanda nera è senza dubbio il pretesto per una chiacchierata in leggerezza, e viceversa le chiacchierata pretesto per un piacevole caffè.
A Napoli il caffè è un rito che è pure business. Una tradizione talmente salda da aver consacrato in Italia e nel mondo “l’espresso napoletano”; una tradizione che affonda le sue radici nel 1700 quando nell’antica capitale duosiciliana se ne beveva almeno una tazzina al giorno.
Altro punto a favore dell’espresso di casa nostra sta nel fatto che è più salutare di qualsiasi altra preparazione del caffè poiché l’estrazione di caffeina, che è in relazione al tempo di esposizione all’acqua calda, è minima. Ciò significa che, contrariamente a quanto pensano in molti, un caffè ristretto alla napoletana è molto più salutare di un caffè lungo che, oltre ad avere un sapore ed una gustabilità decisamente discutibili, è anche più carico di caffeina.
Attorno al caffè a Napoli ruotano riti e aneddoti. Ad esempio è di regola qui bere il caffè con le “5 C”, ovvero le cinque C iniziali della frase “comme ca..o coce chistu café”. Ma scalda più il cuore che il palato la ritualità del Caffè Sospeso,un'antica pratica napoletana che «voleva che se si beveva un caffè, se ne potevano pagare due, uno per chi non poteva permetterselo. Era un caffè offerto all’umanità. Di tanto in tanto qualcuno si affacciava alla porta e chiedeva se c’era un caffè sospeso,una grande lezione di solidarietà da parte di un popolo spesso sui giornali per la cronaca nera che non per quello che ha dato alla storia e alla cultura del paese
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